TELEMACO SIGNORINI (Firenze 18/08/1835-01/02/1901) Pittore e incisore italiano.
Figlio del pittore Giovanni Signorini, iniziò la sua formazione pittorica proprio con il padre. Nel 1852 si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, ma dopo quattro anni lasciò gli studi staccandosi così dagli schematismi accademici e approdò alla pittura en plain air.Nel 1855 frequentava il Caffè Michelangiolo dove si sperimentavano le novità della “macchia” e fu tra i primissimi a dipingere la natura dal vero. Iniziò ad effettuare viaggi di studio a Venezia, in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte. In Liguria si recò con Vincenzo Cabianca a La Spezia e ne visitò i borghi attorno (Lerici, San Terenzo, Pitelli, Sarzana, le Cinque Terre) arricchendo la propria pittura di forti contrasti tra le luci e le ombre in grado di definire la macchia di colore come un elemento impregnante della sua opera. Nel 1862 si trattiene con altri macchiaioli a Castiglioncello, ospite di D. Martelli, e diede vita alla Scuola di Piagentina (località fiorentina dove dipingevano all’aperto) assieme a O. Borrani e S.Lega. A Parigi nel 1873 e nel 1877 entrò in contatto con gli impressionisti, conobbe E. Degas, e ne subì l’influenza. Complessivamente la sua opera pittorica toccò l’apice nel momento in cui fu guidata dalla esatta e puntuale osservazione del vero. Fu anche un fecondo scrittore.
Nella nostra collezione di stampe sono presenti più opere fra cui la riproduzione di “Una mattina di settembre a Settignano” (1891 Firenze).

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