EDVARD MUNCH (Loten 1863 – Ekely, Oslo 1944) Pittore e incisore norvegese tra i primi e più importanti esponenti della pittura espressionista europea.
Il padre medico ebbe l’impiego a Kristiania, il nome dell’attuale Oslo a quel tempo, per cui trasferì in questa città tutta la sua famiglia quando il piccolo Edvard aveva appena un anno. Purtroppo Munch, fin dalla sua infanzia, dovette affrontare gravi lutti familiari, perse infatti la madre nel 1868 a causa della tubercolosi e la stessa malattia fu causa di morte della sorella nel 1877, mentre un fratello morì pochi giorni dopo il matrimonio. Alla morte della madre si prese cura di lui, insieme al padre, una zia.
Queste tragedie, alle quali si aggiungerà la progressiva depressione del padre, lasceranno il segno in lui per tutta la vita. Iniziò i propri studi artistici ad Oslo e vi frequentò la scuola di arti e mestieri facendo il suo esordio con dipinti di intima e delicata espressività. Nel 1889 lasciò la città di Kristiania e vi farà ritorno solo dopo venti anni, salvo brevi soggiorni nei quali ebbe modo di esporre alcune sue opere alla galleria d’Arte Blomqvist nel 1895. In questo ventennio passò molto tempo a Parigi e a Berlino. Agli inizi del Novecento si stabilì fuori dalla città lungo il fiordo di Oslo e solo nel 1916 acquistò la proprietà di Ekely a Skoyen facendo così ritorno a Kristiania e questa rimase la sua residenza fino alla morte.
Il decennio dal 1892 al 1902 fu un periodo molto importante per l’attività di Munch in cui l’artista definì e rivelò la sua ricerca poetica e le qualità del suo linguaggio pittorico, che aveva le radici nel clima secessionistico del tempo per poi arricchirsi degli apporti del simbolismo in un’interpretazione di forte drammaticità, secondo le modalità che diverranno proprie dell’espressionismo tedesco. Munch usa colori e forme per trasmettere con le sue opere le angosce, le paure, in sostanza tutte quelle sensazioni dolororose che accompagnano l’uomo nel corso della sua vita. Temi esistenziali come l’angoscia , la morte, la gelosia e la malinconia sono infatti per lui centrali.
Nel 1895 iniziò anche la sua attività grafica che si concluse nel 1926.
Nella nostra collezione di stampe è presente la riproduzione di una delle sue opere più famose a livello mondiale che può essere definita come l’emblema dell’angoscia dell’uomo: “L’urlo” (1893).

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