VASILIJ VASIL’EVIC KANDINSKIJ (Mosca 1866 – Neuilly-sur-Seine, Parigi 1944) Pittore russo, naturalizzato francese, fu il precursore  e fondatore della pittura astratta. Associa ad ogni colore una emozione che trasmette a chi l’osserva.
Figlio di un ricco commerciante di tè, nel 1870 si trasferì con la famiglia a Monaco di Baviera e poi a Odessa l’anno successivo stabilendosi presso una zia a causa del divorzio dei genitori. Fu proprio presso di lei che ricevette le prime nozioni di pittura con un maestro di disegno. Studiò legge a Mosca dal 1886 laureandosi nel 1892, interessandosi contemporaneamente alla cultura primitiva e all’arte popolare russa, a trent’anni, sul punto di affrontare la carriera universitaria, decise di recarsi a Monaco per compiere all’Accademia il tirocinio di studi artistici (1896) partecipando alle lezioni di F. Von Stuck e di A. Azbe. Venne inoltre a contatto con i nuovi caratteri dello Jugendstil, di cui Kandinskij diede un’interpretazione in chiave neoimpressionista e simbolista, svolta nell’ambito del gruppo Phalanx che lui stesso fondò nel 1902. Gli episodi più importanti e determinanti per la definizione teorica e la sperimentazione della nuova pittura non oggettiva maturarono tra il 1908 e il 1914. Nel 1909 si colloca la fondazione della Neue Kunstlervereinigung, da cui prese vita nel 1911 il Blaue Reiter. Nel 1910 espose al secondo salone internazionale di Odessa. Nel 1912 la pubblicazione dello scritto “Della spiritualità nell’arte”. Fu anche in quegli anni l’incontro con Paul Klee (1911). Dal 1914 al 1922 Kandinskij soggiornò in Russia.
Dal 1922 al 1923 insegnò al Bauhaus di Weimar e di Dessau. Nel 1924 insieme agli amici A. Jawlensky, P. Klee e L. Feninger fondò il gruppo dei Quattro Azzurri.nel 1926 pubblicò la sua opera “Punto e linea sul piano”. Nel 1928 realizzò nel teatro di Dessau la messa in scena dei “Quadri di una esposizione” di Mussorgskij. Tra le sue ultime opere possiamo ricordare ” Composizione” (1937) e “Semplicità” (1943).
Kandinskij, universalmente riconosciuto come il padre dell’astrattismo lirico, ha una personalità artistica ben più complessa dell’immagine che lo stesso artista ha cercato di lasciare. La sua funzione di rottura dell’estetica tradizionale fu resa possibile dall’essere rimasto legato al suo passato ottocentesco e simbolista che gli permise di portare a termine un già avviato processo di astrazione. Il suo lavoro sul linguaggio si poneva in termini nettamente d’avanguardia, riconoscendo totale autonomia ai segni e ai colori, tanto da divenire punto di riferimento per gli artisti europei e americani nel primo e nel secondo dopoguerra.
Nella nostra collezione di stampe sono presenti numerose riproduzioni delle sue opere tra le più importanti.

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