CASPAR DAVID FRIEDRICH (Greifswald 1774 – Dresda 1840) Pittore tedesco che è stato uno dei massimi esponenti dell’arte romantica se non addirittura considerato, con O. Runge, l’iniziatore della pittura romantica tedesca. Artista molto prolifico che ha prodotto più di cinquecento opere ed uno dei più autorevoli rappresentanti del “paesaggio simbolico”, nella sua pittura si riflette una meticolosa attenzione ai paesaggi germanici con una forte attenzione agli effetti luce impregnandoli di umori romantici.
Nato a Greisfwald, una cittadina della Pomerania, sesto di dieci figli ebbe un’infanzia in cui dovette affrontare lutti familiari, perse la madre all’età di sei anni e successivamente due sorelle e un fratello, tragedie queste che permeeranno la sua vita e di conseguenza la sua produzione artistica di un travolgente senso di solitudine.
Nel 1790 all’università di Greisfwald si avvicinò alla pittura sotto l’egida di J.G. Quistorp e tra le amicizie ebbe a frequentare L.G. Kosegarten, teologo che vedeva nella natura una manifestazione di Dio. Successivamente compì i propri studi all’Accademia di Copenaghen (1794-98), la più importante dell’Europa settentrionale.
Si trasferì poi definitivamente a Dresda, dove ebbe luogo la maggior parte della sua attività, salvo brevi viaggi e soggiorni nella città natale.
La sua affermazione come artista arrivò nel 1805 quando a Weimar arrivò primo ad un concorso presieduto da J.W. von Goethe, anche se la rivelazione della sua personalità avvenne nel 1808 con il dipinto “La croce sulle montagne”, che suscitò non poche polemiche per l’audacia con cui l’espressione dei contenuti simbolici e religiosi veniva affidata al paesaggio. A partire dal 1810 ricevette i primi riconoscimenti e si dedicò all’insegnamento, conducendo vita molto appartata e solitaria. Nel 1818 sposò Caroline Bommer, fanciulla di umili origini, ed ebbero tre figli. nella pittura di questo periodo vi è meno austerità e più luminosità che in precedenza, inoltre iniziano ad apparire le figure umane nei suoi dipinti. E’ di questo periodo l’opera “Il viandante sul mare di nebbia” (1818), dove è ben evidente la consapevolezza attonita e quasi dolorosa dell’insufficienza dell’uomo di fronte alla grandezza della natura. La peculiarità della pittura di Fredrich è proprio lo studio attento della natura vista nella complessità dei suoi aspetti e nel variare delle ore e delle stagioni, quasi a voler rappresentare le diverse fasi della vita. Nelle sue opere vi è una mistura tra l’aspetto mistico ed il fedele e coscienzioso studio della natura.
Negli ultimi venti anni di vita la sua fama andò piano piano diminuendo comportandogli una sempre più precaria situazione economica ed un grave declino della salute tanto che nel 1835 fu colpito da ictus cerebrale che gli procurò uno stato di crescente demenza fino alla morte.
Nella nostra collezione di stampe sono presenti alcune riproduzioni delle più significative del suo lavoro.

Torna in cima